Farmer's Gin cover
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FARMER’S GIN, DALL’IDAHO ALLA VALLE BREMBANA

Una giornata in Val Brembana, per scoprire l’ultimo distillato della famiglia Magliocco, già produttrice del whiskey Michter’s

«Abbiamo immediatamente deciso di lanciarlo in un contesto agricolo autentico quale un’azienda di montagna», dice Paolo Gargano, ceo di Fine Spirits, «non solo per il nome proprio del Gin, ma per la sua sostanza». Così, arriva in Italia Farmer’s Gin, il nuovo distillato della famiglia Magliocco, che già produce il whiskey americano Michter’s. Si tratta di un gin nordamericano, frutto di una filiera agricola virtuosa, controllata passo dopo passo dall’impiego dell’alcol base di cereale biologico fino alla distillazione e all’imbottigliamento.

Organico, gluten free, senza aggiunta di zuccheri e prodotto nel massimo rispetto ambientale, Farmer’s Gin è probabilmente il gin più “pulito” d’America.

LA PRESENTAZIONE IN UN CONTESTO RURALE

Il tour del lancio di Farmer’s Gin in Italia non passerà dai cocktail bar, ma da eccellenze territoriali di tutta la Penisola. Anche se la sua destinazione finale sono proprio i cocktail bar. Con noi sul pullman diretto all’Agriturismo Ferdy a Lenna nel Bergamasco, alle pendici delle Alpi Orobie, vi sono alcuni bartender, che ancora non conoscono il distillato importato in Italia da soli tre mesi. Ma devono avere pazienza, prima che la bottiglia sia stappata. L’ospite di casa “pretende” che mungano una mucca, che producano uno stracchino sul posto, che colgano le differenze – non poche – tra fare il contadino in montagna e lavorare dietro a un bancone. Ferdy, il proprietario dell’agriturismo ci intrattiene a lungo nel racconto della faticosa, ma appassionante vita del contadino e del pastore. Sostiene di non aver studiato, ma ha profonde competenze. Al tempo stesso è pastore, casaro, allevatore di cavalli, esperto come pochi di tutto quanto offra la natura sul suo territorio.



E POI INDIETRO, FINO ALL’IDAHO

Ma voliamo a ritroso in Idaho, a Springs Mill, dove si producono grani biologici e gluten free, alla base del gin Farmer’s. Anche l’acqua utilizzata proviene esclusivamente dal pozzo nella falda acquifera del fiume Snake che, contrariamente al nome che porta, non è affatto velenoso. Anzi. La famiglia Magliocco, insomma, ha colto nel segno ancora una volta con un prodotto di assoluta qualità. Il grano, proveniente dall’organizzazione 1000 Springs Mill a Buhl, viene portato a Distilled Resources, Inc. (DRINC) a Rigby sempre nell’Idaho. La medesima distilleria vanta di essere la prima negli Stati Uniti ad avere ricevuto la certificazione biologica. Le otto botaniche selezionate in piccoli lotti sono ginepro, fiori di sambuco, citronella, coriandolo, radice di angelica, bocciolo, arancia, lime.


Il gruppo che ha preso parte alla degustazione all'agriturismo Ferdy
Il gruppo che ha preso parte alla degustazione all’agriturismo Ferdy

LE IMPRESSIONI DEI BARTENDER

Secondo Gaetano Ascone del Mandarin Oriental di Milano, anche se Farmer’s Resrve Strength Gin ha una gradazione abbastanza alta (47,8%) non lo si percepisce né al naso né in bocca. «Secondo me si sposa bene in twist del Martini, con una parte vegetale con l’aggiunta di un liquore erbaceo o per esempio in un Aviation. Insomma è un gin sul quale si può giocare molto intorno alle botaniche».

Anche Patrick Greco del Bulgari Hotel Milano apprezza la robustezza dell’alcol che spalleggia il contributo sensoriale delle singole botaniche, così da avere un prodotto molto versatile nella miscelazione. Lo stesso vale per gli altri bartender presenti, da Lorenzo Di Cola (Experimental Group) a Giovanni Allario (Moebius di Milano) a Mattia Bertelli del Contest Lounge Bar di Bergamo scoprono un prodotto che entra nelle loro corde creative.


Farmer's Gin negli abbinamenti a tavola
Farmer’s Gin negli abbinamenti a tavola

FARMER’S GIN NEL PAIRING

Bisogna riconoscere infine a Fine Spirits la proposta di abbinamenti, per nulla facili, di Tom Collins e Martini Cocktail con i piatti pure notevoli e raccomandabili del ristorante di Ferdy Wild. Il Tom Collins stava bene con il tagliere di salumi e formaggi (strepitosi). Il Martini cocktail, ben preparato, per definizione si sposa bene con tutto. Persino – anzi, soprattutto – con lo Spaghetto Fidegh che Bu cotto nel siero di latte, burro, pepe e bottarga di Fegato di Bruna Alpina Originale. E impressiona come sia ben riuscito il matrimonio tra un gin che nasce negli immensi campi di cereali dell’Idaho con una realtà tanto differente quale quella della Val Brembana. Ma gli agricoltori e i distillatori statunitensi hanno in comune con il nostro ospite Ferdy il medesimo rispetto per la natura e la ricerca della migliore qualità possibile del prodotto lavorato. Può essere questo un traguardo cui puntare anche nel mondo dei cocktail bar e della miscelazione? 

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