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L’anima carnale di Giorgio Manganelli, sorseggiando Saffron Margarita

Da poco Sellerio editore ha pubblicato un piccolo delizioso libro con le lettere del celebre scrittore e critico letterario Giorgio Manganelli, alla sua amata Ebe Flamini. Il titolo è “Mia anima carnale”. Abbiamo accostato il volumetto al nuovo Liquore allo Zafferano 3 Cuochi di Distillerie Quaglia, interpretato in una inedita rivisitazione del Margarita a cura del mixologist Mattia Pastori.

È forse utile ricordare che il nome di Ebe è lo stesso della divinità che ricopriva il compito di enofora. Era una sorta di cameriera (più aulicamente ancella), che riempiva e serviva agli dèi dell’Olimpo calici di nettare e ambrosia. Ed era anche la divinità della giovinezza. Ma la Ebe di cui era innamorato lo scrittore Giorgio Manganelli negli anni Sessanta non era più una fanciulla. Anzi quando si conobbero, lui aveva 38 anni, lei 43, eppure l’intellettuale “mandrillo con gli occhiali” non perse tempo per dichiarare l’attrazione per la figura carnale della donna. Ma sicuramente era anche attratto dalla sua intelligenza di partigiana e intellettuale. A un certo punto Manganelli le confessa di essere innamorato anche di un’altra più giovane donna, ma questo non inficia per lungo tempo la loro relazione.

«Cara la mia cotogna, tu mi sembri un morbido, sugoso frutto autunnale», quindi prosegue nella medesima lettera «quei frutti deliziosi, voluttuosi, mielati goccianti zuccheri interiori che hanno una lunga, afra e lazza – acerbetta – adolescenza […] Ora sei nespola, ananasso, pompelmo e cotogna. E io ti voglio mangiare ammannita sul desco delle tue lenzuola».

E lei risponde «al tuo ritorno potrai ancora usare il vecchio numero – ma fammi sapere a che ora arrivi – e gustare la tua cotogna sul desco delle lenzuola della usata stanza». Quindi continua, «desidero riaverti accanto per essere addentata come polpa stringerti tra le braccia».

Nel carteggio continuano pertanto a più riprese riferimenti gastronomici, come un sogno di Manganelli in cui la porta da un gioielliere e lei indossa una collana «non fatta di perle, ma di spicchi di pomodori». In un’altra lettera riporta: «qui i cibi sono luculliani, i vini formidabili: il vino bulgaro è stato bevuto su aragosta e pompelmo. Cosa da schizoidi: formidabile».


Pistilli di zafferano
Pistilli di zafferano

Ma veniamo al Liquore allo Zafferano realizzato dalle Distillerie Quaglia, con una spezia notevole a tavola, ma anche nella miscelazione. La troviamo anche citata nel Cantico dei Cantici in un contesto paradisiaco ed erotico: «I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane, con i frutti più squisiti, alberi di cipro e nardo, di nardo e zafferano, di cannella e cinnamomo, con ogni specie di alberi d’incenso, mirra e aloe, con tutti gli aromi migliori». Lo abbiamo assaggiato anche miscelato, nel drink preparato da Mattia Pastori al Vertigo, una delle realtà enogastronomiche più interessanti di Milano, anche riguardo al cocktail bar.

Per chi volesse cimentarsi, ecco la ricetta. Ma ve lo consigliamo anche liscio a temperatura ambiente. Perché la passione non vuole ghiaccio.


Il liquore allo zafferano della Distilleria Quaglia
Il liquore allo zafferano della Distilleria Quaglia

Saffron Margarita:
5 cl Tequila Blanco
3 cl Succo di lime fresco
2 cl Sciroppo Agave
Cappello di Aria di Liquore Zafferano 3 Cuochi.

Preparazione:
Shakerare tutti gli ingredienti, versare in coppa. Mattia Pastori lo completa con un'”aria” realizzata con lo stesso liquore allo zafferano.

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